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La mia prima arpa uscì dalla magia delle mani di Michele Sangineto nell'anno 1983. L'impressione che le sue corde di metallo davano sotto le dita era quella di uno strumento dell'acqua e del fuoco. Grazie a lei cresceva in me il desiderio di scavare nella cultura irlandese, quella delle fiabe e delle leggende che andavano prendendo forma nel lavoro con i Whisky Trail. Grande l'emozione nello scoprire che un tempo ad ogni corda dell'arpa corrispondeva un albero della foresta, una lettera dell'alfabeto, un mese dell'anno lunare... e ancora più bello fu scoprire, ne 'La Follia di Suibhne', che in quei versi, dietro ai nomi degli alberi, si potevano nascondere le note di un antico spartito musicale. E quello spartito suonò: la mia arpa aveva risvegliato un mondo rimasto addormentato per più di mille anni... in tutti quegli anni altri arpisti avevano pizzicato corde di metallo in terra d'Irlanda. Molti furono acclamati ma altri furono perseguitati e costretti a nascondersi in tempi in cui il potere sembrò averla vinta sulla musica dell'arpa. A questi va la mia riconoscenza, per essere riusciti a tramandare il miracolo delle loro infinite melodie, i segreti dei magici abbellimenti, le armonie che evocano le immagini del cosmo celtico.
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