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Folk Bulletin, dicembre 2009, Enrico Lucchesi

Membro fondatore dei Whisky Trail, ensemble prototipo ancora in attivit? del suonare irlandese in Italia, Stefano Corsi ? uno dei maggiori solisti italiani di arpa celtica e ?Trails for Celtic Harp? ? un sincero omaggio al suo prediletto strumento. Una compilazione di composizioni (molte dello stesso Corsi) e traditionals che si apre con il grande classico ?Mna na Eirinn? di Sean O? Riada (forse il brano pi? celebre del primo revival irlandese, quello degli anni Sessanta) e si chiude non certo casualmente con ?To Ireland in the coming Times?, poesia-simbolo di William Butler Yeats musicata con intensit? e interpretata con sentimento. Non mancano in questo omaggio tributi a O? Carolan (?Planxty Irwin?), e agli stessi Whisky Trail di un tempo (?Miriana? composta con Velemir Dugina, indimenticato violinista del gruppo tragicamente scomparso nel lontano 1983) e di oggi (?There?s a Woman?, scritta da Corsi con Vieri Bugli). Preciso come sempre sulle corde di metallo, il protagonista di questo disco si esibisce con buoni risultati anche nel canto, all?armonica a bocca e all?harmonium, da vero one-man band in grado di caratterizzare con pochi tocchi quell?atmosfera delicata e tendenzialmente malinconica che, per?, ? capace di avere rapidi e inattesi sussulti, quegli ?improvvisi? di energia che fanno amare la musica tradizionale irlandese in tutto il mondo. Un disco intimo e cameristico che per le sue caratteristiche non pu? trascinare folle oceaniche ma si lascia ascoltare con grande piacevolezza e progressivo coinvolgimento, aiutandoci a trasmigrare in un?altra dimensione, insieme alle farfalle che escono volando dall?arpa, come elegantemente sintetizzato dal disegno di Stephen Alcorn che chiude idealmente il libretto. Un uomo, il suo strumento, tanto amore da comunicare. E scusate se ? poco?




Reality, dicembre 2009, Claudio Guerrini

Corde d?Autore, Musica per viaggi dell?Anima

Ci sono dischi dove la musica ce la trovi un po? di pi?, e sono quelli dove l?autore ci fa passar dentro la propria vita, il suo percorso artistico e quello personale, spesso non scissi; ecco che allora l?ascolto di questi lavori diventa un viaggio dai contorni via via pi? definiti, e viene voglia di continuare a rifarlo finch? non abbiamo fatto nostro ogni pi? piccolo particolare del paesaggio; stavolta quindi,vi parler? di dischi... e di viaggi. ?La musica dei boschi ? suonare d?arpe, melodia che induce pace perfetta?. Non ci potrebbe essere frase migliore per narrarvi del mondo sonoro di Stefano Corsi, arpista dei Whisky Trail, della ultima fatica dei quali, Chaosmos, ci siamo occupati nel numero di Aprile. ?Trails for Celtic Harp? vi aprir? la dimensione dell?altrove sin dai primi pizzichi di corda di ?Mna Na Eirinn?, brano d?apertura che vi condurr? per mano a camminare a piedi scalzi sotto il mistico cielo d?Irlanda, che si far? notturno e disvelatore di magici disegni in ?Stars?; in ?To Ireland in the coming times? Stefano ci avvolge con la sua voce rassicurante, e sembra coprirci le spalle con una calda coperta per proteggerci dal freddo; ?Blarney Pilgrim? scatena in noi il demone della danza.. Questo lavoro ? come la Guinness, la puoi bere d?un fiato ma anche assaporarne le sfumature.




Migrapolis Deutschland, agosto 2009, Michael Schmiedel

Stefano Corsi suona nel gruppo fiorentino di musica irlandese e scozzese Whisky Trail, ma eccolo ora senza musicisti intorno, da solista. La foto di copertina lo mostra seduto alla sua arpa.
La musica ? quella tipica per arpa celtica, bellissima, meravigliosamente sognante, fa apparire davanti al mio occhio spirituale immagini di fortezze, rupi e boschi della costa Atlantica.
Inusuale la combinazione, in alcuni brani, fra arpa e armonica a bocca, con la curiosa omonimia dei due strumenti in inglese: 'celtic harp' e 'mouth harp'. Anche se un'arpa da bocca ? cos? simile a un'arpa, quanto una tartaruga ? simile a un rospo.
Trovo che i pezzi per arpa, con l'armonica a bocca, assumono un aspetto alternativo, con una venatura blues che rende i sogni gioiosi. Alcuni pezzi hanno un ritmo veloce e galoppante come in 'Esajig'.
In altri all'arpa si unisce un harmonium e la voce di Stefano, anche se nella maggior parte dei pezzi non c'? un testo.
I tre testi che Stefano canta si trovano nel libretto, sia il gaelico originale di uno o l'inglese degli altri due, che la traduzione italiana.
Chi conosce i Whisky Trail, in qualche pezzo pu? riconoscere la musica, in versione arpa celtica, presente in Chaosmos, l'ultimo disco del gruppo.
Stefano Corsi convince dunque non solo in qualit? di membro del gruppo Whisky Trail ma anche in qualit? di solista: davvero un bel disco!




Irish Music Magazine, ottobre 2009, di John Brophy

Stefano Corsi ? l'arpista del gruppo Whisky Trail, gruppo che trova la sua ispirazione in Giulia Lorimer.
Diversi punti di vista sulla cultura irlandese di Stefano Corsi provengono da Melita Cataldi, docente di Letteratura irlandese presso l'Universit? di Torino.
Stefano ? un grande suonatore di arpa celtica a corde di metallo (bravo ragazzo!) che suona anche l'armonica ad altissimo livello, novello bardo come Bob Dylan. C'? anche una doppia traccia in cui appaiono la voce, con la musica da bocca (il doodling), e una danza che si riferisce ai folletti.
Ci sono pezzi molto noti quali Mn? na hEireann e Sliabh na mNban ma non sono sicuro che sia una buona idea mettere in musica la poesia di W.B. Yeats, infatti, eccetto The Sally Garden, la sua poesia in musica non mi sembra abbia mai avuto successo.
Ma questa considerazione non basta a farci allontanare dal punto: che Stefano ? un eccellente musicista che aiuta l'arpa a corde di metallo a uscire dai musei per tornare a suonare nelle aree di origine.




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